Il Museo diffuso

“Il vero museo di Roma […] è composto dai luoghi, dai siti, dalle montagne, dalle strade, dalle vie antiche, dalle rispettive posizioni delle città in rovina, dai rapporti geografici, dalle relazioni tra tutti i soggetti, dai ricordi, dalle tradizioni locali, dagli usi ancora esistenti, dai paragoni e dai confronti che non si possono fare se non nel paese stesso. […] Il paese stesso è il museo.” (1)

Museo Diffuso

Obiettivo principale del progetto “I luoghi della pittrice” è la creazione del MUSEO DIFFUSO di Montemurro dedicato alla pittrice Maria Padula.

Il progetto punta a rileggere il piccolo paese lucano come un moderno “smart village” in cui, attraverso le tecnologie proprie del web e delle applicazioni per tablet e smartphone, sia possibile realizzare la ricongiunzione tra le pietre, le strade e i vicoli di Montemurro e i quadri di Maria Padula, in cui vicoli e paesaggi sono stati subblimati in opere d’arte dal valore universale.

Il MUSEO DIFFUSO di Montemurro realizza l’unitarietà dello spazio pubblico e dell’opera artistica che da esso è stata generata: “[…] il patrimonio artistico e il paesaggio sono il luogo dell’incontro più concreto e vitale con le generazioni dei nostri avi. […] l’identità dello spazio congiunge e fa dialogare tempi ed esseri umani lontanissimi. Non per annullare le differenze, in un attualismo superficiale, ma per interrogarle, contarle, renderle eloquenti e vitali.” (2)

Le sale del museo diffuso

OLYMPUS DIGITAL CAMERAIl progetto, individuando tra le strade di Montemurro i luoghi prescelti dalla pittrice per posizionare il cavalletto e realizzare i suoi quadri, rilegge i vicoli e gli scorci del paese dando ad essi un ruolo nuovo: quello di divenire contemporaneamente le “sale” a cielo aperto del museo e la materializzazione, nelle tre dimensioni, dei quadri di Maria Padula, in una accezione che rispecchia la definizione di “museo diffuso” di Fredi Drugman (un museo che non può più esaurire il ciclo conservazione-informazione entro le vechcie mura di pochi tipi edilizi ripetuti, ma si attesta in capisaldi del territorio) (3) e la definizione che del museo nel territorio propongono Georges Henri Rivière e Hugues de Varine parlando di “Eco Museo”, ovvero di un territorio caratterizzato da ambienti di vita tradizionali, patrimonio naturalistico e storico-artistico rilevanti e degni di tutela, restauro e valorizzazione.

La riscoperta all’interno del tessuto urbano dei “vicoli di Maria Padula” restituisce a questi ultimi una dimensione nuova che, nelle speranze del progetto, potrà auspicabilmente diventare in futuro presupposto di tutela e valorizzazione di un’immagine urbana e dei suoi capisaldi identitari.

Le opere esposte

Le opere prescelte rappresentano una selezione dell’opera pittorica di Maria Padula che ben si presta a trovare posto nelle “sale” del Museo diffuso appena ritrovate e “aperte al pubblico”. Si tratta di opere che abbracciano un’attività pittorica che ha coperto quaranta anni di attività e riflessioni sulla luce e sulla condizione problematica di un Mezzogiorno dal riscatto mancato.

L’itinerario di visita

Mattonella Fontana di GannanoL’itinerario di visita al museo diffuso è studiato per comporre una riscoperta ideale dei luoghi prescelti dalla pittrice e dei suoi spostamenti e soste nel centro urbano. Da Piazza S.Maria alla Fontana di Gannano e al quartiere che le dà il nome, dalla chiesa di Sant’Antonio a Piazza Giacinto Albini, cuore civico di Montemurro, per giungere al Fosso di Libritti e al Corso Sinisgalli. Ogni “sala” del museo diffuso è dotata di una speciale mattonella in terracotta riproducente un codice QR che, attraverso una comune APP per smartphone o tablet, consentirà di visualizzare l’opera corrispondente al vicolo o al paesaggio che si sta osservando dal vivo.

Note

(1) Antoine Quatrèmere de Quincy, Lettere a Miranda (a cura di Michele Scolaro), Minerva, Bologna 2002

(2) Montanari M. (2014), Istruzioni per l’uso del futuro, Minimum fax, Roma

(3) Drugman F. (2010) (a cura di Brenna M.), Lo specchio dei desideri. Antologia sul museo, Clueb, Milano