Il progetto

Il progetto ideogramma“I luoghi della pittrice” (AZIONE 4.1.3.14 Luoghi della memoria) è un progetto di promozione territoriale che restituisce ai luoghi di Montemurro e della Val D’Agri l’opera pittorica, le suggestioni e l’impegno politico della pittrice neorealista Maria Padula. E’ una iniziativa portata avanti dall’Associazione Bellivergari e promossa e sostenuta dal Comune di Montemurro e dal GAL Akiris.

Gli artisti reinterpretano la realtà sublimandola nelle loro opere. Fanno una sorta di estrazione del reale per renderlo un’esperienza emozionale. Per questo la somiglianza con il reale non è un dato importante nel valutare le opere d’arte. Ciò è vero per tutti gli artisti, ma per quelli che giocano a carte scoperte con la realtà ancor di più.

Maria Padula ha dedicato tutta la sua opera a questo gioco con il reale. Un gioco nel quale la luce e la materia dei colori sono i protagonisti. Il luogo su cui ha operato di più è la sua terra: la val d’Agri. Per questo nel suo paese, quando si vestiva di tuniche multicolori imbrattate dalla vernice, di paglietta e di occhiali esageratamente grandi, smetteva di essere Maria Padula e diventava la Pittrice: un assoluto.

Il progetto “I luoghi della Pittrice” tenta di svelare un po’ della magia dell’interpretazione artistica di Maria Padula e lo fa seguendo differenti strade. Innanzitutto riposiziona la memoria dell’artista, raccogliendo le testimonianze di chi l’ha conosciuta. Queste testimonianze sono raccolte in un canale youtube ed hanno coinvolto persone diversissime. Non si vuole proporre uno sguardo critico sulla sua opera, ma tratteggiare chi fosse Maria Padula. Tutto ciò ha attivato un’ingente comunità di persone che si è raccolta attorno alla pagina facebook del progetto.

I luoghi della Pittrice ricolloca nello spazio le opere di Maria Padula per costruire un vero e proprio museo diffuso. Sono stati rintracciati i luoghi di presa dei suoi quadri. Questi luoghi, insieme alle descrizioni dei suoi racconti ed alle testimonianze di chi l’ha conosciuta, sono situati su due mappe una a scala territoriale ed una alla scala del paese. In questo modo si riesce un poco a ripercorrere il gioco dell’interpretazione artistica in nuovo rimando tra realtà ed interpretazione.

L’ultimo aspetto riguarda la strutturazione del Museo diffuso di Montemurro. In questo caso sono state usate delle mattonelle tecnologiche in grado sia di far individuare i luoghi di presa dei quadro che di far apparire sui display di cellulari e tablet le opere di Maria Padula nel luogo da cui furono dipinte.

Il progetto è realizzato da:

Rosa Maria Leone, Giusi Candia e Valentina Dibiase (studi e ricerche),

Davide Leone e Giuseppe Lo Bocchiaro (ideazione, ricerche, video-interviste, costruzione delle mappe, montaggio video e cura del canale youtube).

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