Chi era Maria Padula

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Maria Padula (Montemurro, 12 gennaio 1915, Napoli 10 dicembre 1987) è stata una pittrice e scrittrice italiana. Con i suoi scritti ed i suoi quadri ha percorso ed interpretato la difficile realtà del Mezzogiorno italiano del dopoguerra, aderendo alla corrente del neorealismo.

La sua pittura nasce come una sfida:  essere una pittrice e una scrittrice in una terra, il Sud Italia, in cui l’emancipazione della donna era ancora lontana dal divenire una realtà, una sfida quindi “ai pregiudizi e alla mentalità corrente, a cui, per Maria, si aggiungeva anche la battaglia, tutta privata, che derivava dalla sua vicenda biografica, dalla sua nascita “irregolare”, dal clima un pò pirandelliano e un pò eduardiano, intessuto com’era di voci, di mormorii, di sospetti, che si è trovata a respirare” (1), non essendo stata riconosciuta dal padre come figlia naturale e venendo adottata poi da un’altra famiglia che le ha dato il cognome e una diversa fortuna.

Gli Anni della formazione

Studio da Guido reni, 1934

Studio da Guido reni, 1934

Gli anni della formazione si svolgono prima al liceo artistico di Napoli dal 1933 al 1938 e successivamente presso l’accademia di belle arti di Napoli nella sezione Pittura. Durante questo periodo inizia a maturare un suo proprio linguaggio conducendo alcune personali esplorazioni nel suo paese natale, Montemurro. Dopo alcune divergenze con il maestro Pietro Gaudenzio, pittore “chiarista”, decide di trasferirsi a Firenze, accademia più aperta alle sperimentazioni degli allievi, dove avrà come maestro Felice Carena. In quegli stessi anni si consolida il rapporto con Giuseppe Antonello Leone, anche lui artista, che sarà il compagno di una vita. Le opere di questo periodo si staccano presto dai dettami dell’accademia per intraprendere una strada personale in cui la pittura ha sopratutto una funzione narrativa rispetto alla realtà meridionale. Maria si forma così sulle opere di Giotto e Masaccio, coltiva l’interesse per Corot e per l’impressionismo: “Ed ecco Giotto in quelle rocce tutte incavate, tanto somiglianti alle masse argillose scavate nell’acqua, che sono al mio paese! […] Una delle prime cose che feci, fu di andare alla Chiesa del Carmine. Adoro Masaccio…” (Maria Padula, Il vento portava le voci, Napoli 1986, pag. 15).

la vita e la carriera

Ritratto di Leonardo Sinisgalli, 1944. Dimensioni: 50x70 cm. Tecnica: olio su tela. Collezione Fondazione Sinisgalli

Ritratto di Leonardo Sinisgalli, 1944. Dimensioni: 50×70 cm. Tecnica: olio su tela. Collezione Fondazione Sinisgalli

Lo scoppio della seconda guerra mondiale vede Maria Padula frequentare l’ultimo anni di studi presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze. All’inizio del 1943, con speciale permesso del Comando Militare, Maria Padula e Giuseppe Antonello Leone riescono a sposarsi, trascorrendo un breve periodo a Ospedaletto e a Montevergine, centri prossimi a Pratola Serra, paese di origine di Leone. Il 17 settembre 1943 nasce il primogenito Nicola Giuliano. Le difficoltà della guerra non impediscono a Maria Padula di continuare a dedicarsi alla pittura: sono quelli gli anni in cui dipinge il famoso ritratto di Leonardo Sinisgalli. Nel 1944 Padula e Leone organizzano una personale a Catanzaro che riscuote grande successo.

Gli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale si aprono con un’importante opera pubblica realizzata da Maria Padula insieme al novello sposo Giuseppe Antonello Leone. Si tratta dei dipinti per la chiesa madre di Pietradefusi in provincia di Avellino. Di Maria Padula è la grande tela che ha come tema la nascita della vergine, mentre di Leone sono le altre due tele, che raffigurano L’annunciazione e La presentazione della vergine al tempio. Questo esordio, incoraggiato dalle critiche positive ricevute da Eva Tea sulla rivista Art Notes incoraggiano Maria Padula ad approfondire temi legati alla sua terra ed al suo territorio: la Lucania. Sono anni di fervente dibattito per il meridione alimentato dagli studi sui Sassi di Matera e da personalità come Manlio Rossi Doria, Carlo Levi e Rocco Scotellaro, le cui vite ed i cui pensieri si incrociano spesso con l’attività di Maria Padula e di Giuseppe Antonello Leone. Al contempo, a partire dal 1948, con la mostra al “Salone della camera del lavoro di Piazza Matteotti” a Potenza si inaugura un sodalizio ed una sicera amicizia con il poeta, scrittore ed intellettuale Leonardo Sinisgalli, che recensisce la mostra. Nel 1949 partecipa alla IX Biennale Nazionale Calabrese di Reggio Calabria, ed i suoi dipinti raccolgono recensioni anche di Rocco Scotellaro. Il 1950 vede Maria Padula partecipare alla “Mostra del San Giovannino a Firenze”, alla mostra “Nazionale d’arte” di Nocera Inferiore e successivamente al “Premio Nazionale Città di Melfi” dove vince il primo premio con il quadro “Piazza del mio paese”.  L’inizio degli anni 50 vede il grande periodo di attenzione verso lo studio e le sorti del Mezzogiorno affievolirsi e andare in crisi. La riforma agraria non ha prodotto i risultati sperati e inizia la fuga dalle campagne, mutando per sempre il modello sociale fino a quel momento dominante. La ricostruzione delle città avviene con pochi scrupoli e grandi attenzioni di carattere speculativo. Scotellaro non è pù sindaco di Tricarico e segue Rossi Doria a Portici. Sinisgalli torna a Roma, coinvolto nella politiche di Mattei. La precaria condizione dell’entroterra lucano inducono Maria Padula e la sua famiglia a spostarsi per assecondare le esigenze di lavoro di Giuseppe Antonello. A causa di ciò la famiglia si sposta prima a Potenza, poi a Vietri sul Mare ed, infine a Napoli.

Le ultime case, 1986. Dimensione: 50x70 cm. Tecnica: olio su cartone telato Collezione privata

Le ultime case, 1986. Dimensione: 50×70 cm. Tecnica: olio su cartone telato
Collezione privata

La carriera di Maria Padula si divide così, tra città diverse e ritorni estivi alla natìa Montemurro, vero metro di valutazione e riferimento per la comprensione della realtà che la circonda, tra numerosissime mostre collettive e e personali (“Mostra d’arte Mezzogiorno d’Italia”, Roma 1953, “Cinque pittrici al Liceum”, Firenze 1965, Mostra personale presso la Galleria del Vantaggio di Roma, 1970, “Omaggio a Rocco Scotellaro”, Matera, 1973, “Quasi una situazione”, Napoli, 1982) che si svolgono a Potenza, Matera, Roma, Napoli e Firenze. Tra pitture private e opere pubbliche presso chiese ed edifici religiosi (Tricarico, Spinoso, Avellino). Una carriera, ancora, irrequieta, tra l’insegnamento di “Disegno dal vero” svolto pressi differenti Istituti d’arte e la personalissima ricerca, nelle opere pittoriche, di una “luce chiara, pallida, soffusa di una bianchezza che si deposita su figure e cose e le illumina, per così dire, dall’interno.” (2).

Maria Padula è anche una donna che fa dell’impegno politico una strada per un’idea forte e determinata di femminismo, essendo tra le fondatrici nel 1976 del movimento femminista “Nuova identità”, che riunisce donne di varia formazione ed espressione artistica.

NOTE

(1) Pontiggia E., “Maria Padula. La luce e la serenità” in Maria Padula. 1915-1987, Consiglio Regionale della Basilicata, 2007

(2) ibidem